Selfie ante-litteram: i 400 ritratti della Contessa di Castiglione

Contessa di Castiglione.

Con i suoi 400 ritratti la Contessa di Castiglione ha anticipato la vanità dei selfie di un secolo e mezzo.

Femme fatale ai tempi del Risorgimento, cugina di Camillo Benso di Cavour, Virginia Oldoini è stata una delle donne più belle del XIX secolo. Nel 1855 Camillo Benso la inviò da Napoleone III per caldeggiare l’alleanza franco-piemontese. Si dice che alla Contessa di Castiglione fu sufficiente una notte di fuoco con l’Imperatore per cambiare le sorti d’Italia. Il Regno di Sardegna, con l’appoggio della Francia, prese parte alla Guerra di Crimea.

foto bianco e nero contessa di castiglione con maschera
Contessa di Castiglione- ritratto.

Vanitosa e narcisista, la Contessa non esitava a mostrare agli spasimanti le mani sensuali e i deliziosi piedi. Non è un caso che la principessa di Matternich arrivo a definirla una statua di carne. Audace e dura, Virginia Oldoini andò in sposa giovanissima al conte Francesco Verasis di Castiglione. Fu lui a investirla del titolo di contessa. Il conte ne fu così innamorato che sorvolò sui numerosi tradimenti e ne assecondò ogni capriccio fino a rovinarsi economicamente. La Contessa di Castiglione, invece, sembrò amare soltanto se stessa, al punto da rinchiudersi in un modesto ammezzato parigino quando la sua bellezza cominciò a sfiorire.

Contessa di Castiglione - ritratto allo specchio.
Contessa di Castiglione – ritratto allo specchio.

Tornata a La Spezia, vide la sua giovinezza svanire in una casa priva di specchi ma piena di fotografie del suo periodo migliore. Non voleva che gli specchi restituissero l’aspetto presente, ma riviveva la bellezza dei tempi andati. Si può dire che il moderno narcisismo fotografico sia nato così, per mano di una bella donna incapace di accettare il declino fisico.

Ha immortalato il suo fascino in centinaia di fotografie per le quali studiava ogni dettaglio, dalla posa alla scenografia. L’ossessione per la sua immagine e il culto della bellezza occuparono tutta la sua vita, in particolare il periodo parigino. E quando il disfacimento fisico divenne irreversibile, ecco il colpo di coda: levò ogni specchio di casa e si abbandonò ai suoi 400 ritratti.

Tormentata dall’apparenza, si direbbe che provasse invidia per i suoi stessi ritratti, proprio come il Dorian Gray di Oscar Wilde. Le pose studiate, gli abiti sontuosi e gli sguardi languidi contribuivano a fissare il suo splendore. Non è ardito pensare che la vanità che alimentava questo culto del ritratto fosse tutt’uno con l’estremo perfezionismo. La ricerca della bellezza perfetta fu tale da inaugurare una moda. Le sue pose teatrali furono imitate largamente, e tutto ciò malgrado fosse odiata dalle donne e di rado rivolgesse loro la parola.


Contessa di Castiglione- ritratto.
Contessa di Castiglione- ritratto.

Ci sono persino ritratti che la colgono davanti a uno specchio e ci rimandano due contesse di Castiglione. Così, quando nel corso della vecchiaia si sarebbe ripiegata su se stessa, circondandosi di questi ritratti, sarebbe stata doppiamente spettatrice della trascorsa bellezza. Persa questa, non le restò che negarsi agli sguardi altrui. Usciva soltanto di notte, si copriva il volto, evitava ogni contatto. La sua immagine, al pari della follia, è entrata nella leggenda, pioniera di una vanità che riscontra oggi milioni di adepti.

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