Neuromarketing: essere buoni paga, non solo a Natale.

Neuromarketing: marketing emozionale.

Vuoi che il tuo target ascolti il tuo brand? Secondo il neuromarketing è più importante che gli voglia bene

Il neuromarketing, la disciplina che studia i processi decisionali dei consumatori, parla chiaro. Le scelte di acquisto avvengono per la maggior parte sulla base di fattori inconsci e le emozioni giocano un ruolo fondamentale. Avete un ottimo prodotto a prezzi competitivi ma i clienti lo snobbano senza pietà? Evidentemente non li avete colpiti al cuore.

Provate a immaginare di essere a un party di sconosciuti, dove ciascuno degli invitati vi strattona da una parte all’altra, per farvi provare una tartina al rabarbaro o raccontarvi la sua carriera. Poi, all’improvviso, una faccia amica. Non la più splendida, non la più saggia, né quella con più trucco. Semplicemente quella di una persona affabile, che proprio l’altro ieri vi ha offerto anche un caffè. Non la preferireste all’invadente compagnia?

È ciò che prova qualunque bersaglio degli innumerevoli messaggi pubblicitari che ogni giorno irrompono e ammiccano per attirare la nostra attenzione.

Non c’è da sorprendersi se a spuntarla sono i brand cui si guarda con più affetto: quelli che ci accompagnano fin dall’infanzia o ci hanno fatto sentire più fichi, che ci hanno conquistato con piccole premure o stupiti con un gesto eclatante. Quelli, insomma, che ci hanno emozionato. Se avete visto il finale di Mad Men sapete bene a cosa mi riferisco. Ma come si entra nell’ambita cerchia degli happy few? Come si fa con ogni buon rapporto: con la presenza e un po’ di sana amorevolezza. Costruite un dialogo con il vostro target, coccolatelo con premi e attenzioni, siate ricettivi e pronti a capirlo invece di strillare per farvi ascoltare.

Come ci insegnavano i nostri genitori, non basta fare i buoni per la Vigilia per passare da bravi bambini. Ma volendo iniziare a provarci, quale momento migliore del Natale?

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