Personalità splendenti: intervista a Valentina Falchi

Valentina Falchi gioielli (Foto: Josu Oliva)

“Vedo la mente creativa come una super spugna assorbente che, quando la si strizza, rilascia una versione modificata di tutto ciò che ha immagazzinato.” ( Valentina Falchi )

Da Milano a Barcellona, passando per Firenze, dove ha appreso l’arte antica dell’oreficeria. Valentina Falchi crea gioielli e collezioni uniche, traducendo emozioni e sensazioni in pietre preziose e volute di metallo. Il suo studio a Barcellona è oggi una fucina di forme esclusive, sinuose suggestioni e ricercate iridiscenze. Ma per Valentina i gioielli sono ben altro che vuoti emblemi di ostentazione. Sono piuttosto l’espressione materica di una personalità, totem primigeni che raccontano un universo interiore. Per il ciclo di interviste Undercult, abbiamo chiesto a Valentina di condividere il suo percorso creativo e le fonti della sua ispirazione.

1. Sei nata a Milano, hai studiato a Firenze fino al 2007 per poi trasferirti a Barcellona. Se tu fossi totalmente libera di scegliere, come e dove vivresti?

Non ho mai sentito Milano come città mia, pur essendoci nata e vissuta per 21 anni circa, mentre Firenze mi è decisamente rimasta nel cuore, un po’ per la bellezza della città in sé, un po’ per l’esperienza vissuta lí. A Barcellona ci vivo da quasi 10 anni e devo dire che sì, è la città che fa per me! Anche se, se fossi veramente libera di scegliere, sceglierei una vita nomade…c’è così tanto da vedere in questo mondo!

2. Come è nata la passione per l’oreficeria?

Sono sempre stata creativa e non ho mai preso in considerazione una carriera “d’ufficio” però devo dire che a questo lavoro ci son arrivata quasi per caso. Dopo gli studi nel campo artistico, ho lavorato per alcuni anni come assistente costumista, inizialmente in una sartoria teatrale e successivamente per televisione e teatro. Dopo alcuni anni, appunto, mi resi conto che non era proprio quello che avrei voluto fare per il resto della mia vita, cosí lasciai il lavoro e decisi di prendermi un anno sabbatico.

Mentre cercavo la mia strada e facevo lavoretti sporadici per sopravvivere, mi misi a creare bigiotteria. Le mie creazioni piacevano, ma quello che era più importante è che a me piaceva fare quello! Così decisi, con determinazione ed un po’ di paura, di tornare a studiare e di specializzarmi in oreficeria.

3.Quanto ha inciso la formazione a Firenze sul tuo percorso artistico?

La scelta di andare a studiare a Firenze (all’epoca vivevo Roma) non è stata casuale. Fin dall’adolescenza, quanto studiavo arte, ho avuto una certa attrazione per questa splendida città. Quindi, al momento di cercare una scuola adatta alle mie esigenze, la scelta è stata facile! Andavo a vivere il mio sogno: fare quello che avevo scelto di fare proprio nella città che sempre mi ha attirato…era destino! È stata dura conciliare lavoro e scuola, ma ogni giorno era come vivere in una favola. La ciliegina sulla torta è stata trovare amici e compagni di scuola di tutto il mondo con i quali ho stretto un rapporto quasi fraterno che tutt’oggi dura. Firenze mi fatto questo grande regalo ed è per questo che sempre rimarrà nel mio cuore!

Collezione Tagliatella - Valentina Falchi
Collezione Tagliatella – Valentina Falchi.

4. La collezione Tagliatella richiama inequivocabilmente le tue origini italiane. Che importanza hanno le radici di una persona nell’atto creativo? Credi che avresti creato una collezione con questo nome se fossi rimasta in Italia?

Ovviamente mi piace l’Italia, ma non ho mai avuto sentimenti particolarmente patriottici. Detto questo devo ammettere che, anche se son caduta in piedi, la cosa che più mi manca del mio paese è la cucina! Quando ho creato Tagliatella mi sono sorpresa anche io della connessione che, inconsciamente, avevo creato tra forma e nome della collezione ed origini. A parte questo, credo che, a meno che non siano proprio forti, non siano le radici di una persona a dirigere l’atto creativo.

La creatività spesso nasce da esperienze di vita, da quello che si vede, si sente, si prova. Vedo la mente creativa come una super spugna assorbente che, quando la si strizza, rilascia una versione modificata di tutto ciò che ha immagazzinato.

5. Natura e personalità umana sono due concetti che tornano spesso nella descrizione delle tue collezioni. Trovi che ci sia un legame intimo che le unisce?

Ovviamente. Come dicevo prima, la creatività nasce da esperienze di vita, da cose che ci toccano in particolar modo. Se crei un oggetto ispirandoti, ad esempio, ad un viaggio che hai fatto, non lo fai ispirandoti al cemento delle strade che hai visto, ma a quello che provato a livello emotivo in questo viaggio. I paesaggi che hai visto, l’aria che hai respirato (non in senso fisico!) i sapori che hai provato. Sono sensazioni primordiali! Viviamo di sensazioni. Siamo umani e siamo natura allo stesso tempo. Ed anche se attualmente viviamo in una tremenda epoca, è impossibile scindere le due cose. Lo ripeto: siamo natura.

6. Guardando la collezione Ninfa non posso non pensare a Klimt e al Nilo. Quali mondi e artisti ispirano i tuoi gioielli?

Mi stupisce questa tua connessione perchè uno è uno dei miei artisti preferiti e l’altro è stato uno dei viaggi più belli fatti fino ad oggi! In molti effettivamente hanno visto l’Egitto in Ninfa anche se la collezione è stata creata prima del viaggio laggiù ed ispirandomi in ben altro. L’arte è un’altra fonte di ispirazione incredibile e la lista sarebbe troppo lunga da fare perchè non mi baserei solo sulla pittura e scultura, ma di architettura, fotografia, musica, letteratura, design…. Mondi, artisti ed epoche differenti si mischiano quindi nelle mie ispirazioni, un caos!

Dopo esser stata creata, Ninfa ha viaggiato fisicamente con me in Egitto e devo dire che la connessione è stata immediata.Puoi vedere foto nel mio blog o sulle mie rrss.

Collezione Ninfa- Valentina Falchi.
Collezione Ninfa- Valentina Falchi.

7.Da poco hai lanciato una linea uomo. È stato difficile confrontarsi con un target con un ventaglio di accessori più limitato?

È stata una sfida proprio per questo motivo. Non ti puoi sbizzarrire in forme troppo organiche e dimensioni importanti quando si parla di gioielli da uomo e, soprattutto, quando lo fai con l’intenzione di vendere questi pezzi. Volevo qualcosa dalle linee pulite e con un determinato significato, cha causasse una certa impressione, ma sobrio allo stesso tempo. La collezione è composta da un totale di quattro pezzi dei quali due anelli uguali ma di diverse dimensioni e, anche se è nata da poco, sto già pensando di ampliarla. La sfida è stata interessante e ne sono uscita vincitrice, ora penso alla prossima!

8.C’è una collezione in particolare a cui ti senti legata?

In generale non mi lego ad una collezione, ma, in senso nostalgico, al processo di creazione. Una volta terminato rimango sempre soddisfatta ma con ?un leggero senso di vuoto. La sensazione opposta invece arriva dopo la vendita di un gioiello, quando realizzi che in giro per il mondo ci sono tanti piccoli pezzi di te!

9.Se tu potessi scegliere una collaborazione nel campo della moda, quale stilista vorresti per accompagnare le tue creazioni?

Anche qui la lista potrebbe allungarsi ad oltranza….però sì che oso farti dei nomi, magari lo vengono a sapere! In ordine sparso direi: Marni, Antonio Marras, Issey Miyake, Del Pozo, Dries Van Noten, Yohji Yamamoto, Balenciaga………

10.E un personaggio dal quale ti piacerebbe vederle indossate?

Difficile fare un solo nome. Tra le attrici che adoro ci sono sicuramente Tilda Swinton, Cate Blanchett, Julianne Moore, Kate Winslet, Marion Cotillard a livello spagnolo la mitica Rossy De Palma!

Foto: Josu Oliva

Foto: Raùl Mellado

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