Il Vestito dei Libri: quando il libro si giudica dalla copertina

Il vestito dei libri: libri in uscita

Quanto conta la copertina nella scelta di un libro? E chi sceglie come “vestirlo?” Le riflessioni di Jhumpa Lahiri

Inutile negarlo. Il primo contatto con un libro passa attraverso la copertina. “Il vestito dei libri”, come lo ha definito Jhumpa Lahiri nel suo saggio edito da Guanda, è un vero e proprio mezzo di espressione a sé stante, capace di presentarci un’opera, ancora prima che inizi a “parlare”. Non solo il colore e l’eventuale immagine, pittorica o fotografica che sia, ma persino il font e la dimensione del titolo comunicano inevitabilmente appartenenze e sensazioni. Un titolo dorato in caratteri cubitali è ben diverso dalla sottile eleganza di un’opacità pastello. Ma chi sceglie gli abiti dei libri?

Autore Vs. Editore: se il libro non sa cosa mettersi

Secondo l’autrice, Premio Pulitzer nel 2000, la questione non è affatto banale. Anzi, come sanno bene i lettori abituali, l’aspetto di un libro ne evoca anche le intenzioni editoriali. Best seller, grandi classici, saggi e romanzi di varia natura rivendicano un’immediata identità già a partire dallo scaffale. Il fatto è che non sempre l’obiettivo di un editore rispecchia l’idea dell’autore a proposito della propria creatura. Al punto che, come sostiene Jhumpa Lahiri, talvolta è più rassicurante l’uniforme essenzialità di una collana piuttosto che una “stonatura” realizzata ad hoc. Non certo perché il libro scritto appaia meno unico e speciale, ma , piuttosto che vederlo tradito da una mise che non lo rispecchia, meglio un outfit classico e anonimo che costringa il lettore a procedere oltre l’apparenza.

Amore al primo sguardo?

Ce n’è abbastanza per restarne intrigati, tanto più che la scrittrice esplora il mondo delle copertine chiamando in causa il delicato incontro tra creatività, linguaggio, interessi commerciali e strategia di marketing. Un equilibrio assolutamente precario che non di rado nasconde qualche torto. Forse, dopo aver letto il saggio, ci approcceremo alle librerie con più consapevolezza. O forse, sia pure inconsciamente, continueremo a fidarci dell’intuito e a ricercare nella scelta di un libro la preziosa magia del colpo di fulmine. In entrambi i casi, sarà valsa la pena di soffermarsi un po’ più a fondo sul tema. Se non altro per ricordare il ruolo svolto da apparenza e immagine persino nel regno che ci piace considerare esclusivo appannaggio di contenuto e parole.

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